Riflessioni sul tempo

A me piace scrivere e penso che sia uno dei miei passatempi preferiti. L’unico problema è che per scrivere sono necessarie due cose: si deve avere l’umore giusto e soprattutto si deve avere tempo.

Odio quando la professoressa di italiano mi piazza davanti un foglio protocollo imponendomi di fare un bel tema, ma io sono di uno stato d’animo tale che mi fa sentire “bloccata”.

Mi capita di non avere lo spirito giusto per scrivere, anche se è abbastanza difficile che accada:  quando sono contenta scrivo per esprimere la mia felicità, quando sono arrabbiata scrivo per sfogarmi e quando sono confusa scrivo così, per diletto, per liberare la testa da pensieri di tutti i tipi.

Inoltre penso che sia impossibile scrivere se non si ha tempo. TEMPO. Una parola strana, quasi magica, forse la preferita di Tabucchi. Non è difficile notare che tutto quello che Antonio scrive gira sempre intorno allo stesso “ombelico del mondo”, il tempo. Pure nel nome del nostro blog lo troviamo.

‘Ma noi? Cosa ne sappiamo di cosa sia il tempo? Quello del meteo? Oppure quello dell’orologio?Magari possiamo considerarlo solo una marca di fazzoletti di qualità…’

Ecco, queste erano le domande che noi ragazzi del corso ci ponevamo all’inizio del laboratorio. Adesso sappiamo che il tempo può essere tantissime cose. Può essere un attimo di gioia come un’ora di tristezza, un momento di panico come un secondo di relax. Può essere una distrazione, un errore, una speranza. Può essere l’argomento più importante della vita, ma può esserne anche la parte più insignificante. Ma vi posso assicurare che per me non è insignificante. Perché io ho imparato a conoscerlo e ora il tempo prevale su ogni mia scelta.

Giulia Angori

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