Intervista a Piero Chicca

 

Tra le persone che abbiamo incontrato nella casa di Tabucchi, in via Magagna, c’era anche Piero Chicca, amico d’infanzia di Antonio, al quale è stato legato poi per tutta la vita, rimanendo un punto di riferimento importante ogni volta che lo scrittore veniva a Vecchiano.

Vecchiano, martedì 7 maggio 2019

Qual è il ricordo d’infanzia più bello che lo lega a Tabucchi?

Il ricordo d’infanzia più bello è quando ci siamo improvvisati
esploratori e siamo andati ad esplorare una grotta che è qui Vecchiano, un luogo paurosissimo in cui nessuno entrava, invece noi ci siamo entrati dentro due volte alla ricerca della
tomba di un frate, lo Scrocci, un prete che abitava in Castello. Noi andammo
lassù armati di pale e picconi per trovare la tomba dello Scrocci. Questa è
stata l’avventura più bella che mi ricordo.

Come si comportava Antonio da piccolo?

Lui era un capo, era nato capo, doveva essere egemone, comandare le
bande che si facevano qui in paese, tra ragazzi, per fare le battaglie.

Era capriccioso o tranquillo?

Non era capriccioso, era semmai un bambino vivace, non certo
tranquillo ma pieno di vitalità e di fantasia. Gli paceva parecchio leggere. Da
bambino leggeva tanti libri per ragazzi, poi me li passava e pretendeva di
sapere da me se li avevo letti, voleva che gli facessi il riassunto.

Quali erano i suoi giochi preferiti?

I giochi preferiti erano quelli di avventura, non c’erano giochi particolari a cui ci si dedicava, andavamo in giro e ci divertivamo come capitava, andavamo a fare gli esploratori, i tuffi nel Serchio durante l’estate. Il gioco del pallone non era tanto in uso dalle nostre parti, ma poi lui, da ragazzo, si mise a giocare a pallone ed entrò nella nostra squadra del Vecchiano ed era anche bravo.

Le piaceva il carattere di Antonio?

Sì, mi piaceva molto, io gli andavo dietro perché lui era più grande di me e mi trascinava un po’, era più esperto, aveva tre anni più di me, ma io gli andavo dietro volentieri perché aveva molta inventiva, inventava di tutto, era fantasioso, gli venivano in mente mille cose, ad esempio un incontro di pugilato con la squadra dei nostri nemici, però una cosa che devo dire è che non ha mai usato le armi, intendo che non ha mai voluto fare giochi con le armi.

 

La casa di Via Magagna

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