Sulle tracce di Tabucchi

Il 26 marzo 2019 abbiamo fatto una lezione un po’ diversa.

Invece di passare una giornata in classe a lavorare abbiamo fatto una piccola “gita” per Vecchiano visitando tutti i luoghi più importanti per il grande scrittore. Prima di tutto siamo andati in piazza Garibaldi, luogo “simbolo” per Tabucchi che certamente ne ha tratto ispirazione nel suo primo romanzo Piazza d’Italia.

Lì abbiamo incontrato un’esperta che ci ha illustrato i luoghi che siamo andati a visitare.

Siamo partiti dalla casa di Tabucchi (ex bar sull’ angolo della piazza) dalla cui finestra osservava la statua del grande Garibaldi.

Di fronte si trova il Teatro Olimpia che, ai tempi dello scrittore, era un cinema nel quale lui ha visto molti film tra cui La dolce vita che mostrava un’Italia che a lui non piaceva e che lo convinse a viaggiare oltre i confini italiani per poi approdare in Portogallo.

Recentemente è stato ristrutturato e trasformato in un teatro. Attraversando la strada ci siamo ritrovati davanti al Comune dentro al quale abbiamo letto Un calendario, un’opera che unisce ai testi di Tabucchi gli acquerelli di Benati.

Visitando la biblioteca ho scoperto che Tabucchi ha donato molti libri, sia alcune copie dei suoi romanzi e racconti, sia quelli che gli erano stati donati da amici e da altri scrittori e che teneva nei suoi scaffali.

La “gita” è stata istruttiva e divertente e spero di farne un’altra presto.

Luglio

Quando mio figlio era piccolo lo portavo alla fiera. Era una fiera di banchi e di dolciumi e di piccoli animali. Ma i contadini contrattavano anche le vacche. Noi compravamo una piccola capra, sempre. E poi la capra restava in giardino…

Antonio Tabucchi, Un calendario

Giulio Mannari

Questo articolo ha un commento

  1. Giulio, ho letto volentieri questo tuo testo molto chiaro ed essenziale. Mi è piaciuta molto anche la vostra fotografia sotto il mese in cui siete nati: luglio. Davvero una bella lezione quella che ci ha fatto Monica Matteucci in occasione della visita ai luoghi tabucchiani di Vecchiano. Sono molto affezionato al calendario della memoria, un’opera che Tabucchi e Benati regalarono al Comune di Vecchiano nel 1997, mi piace perché è un calendario particolare, che non serve per misurare il tempo, ma per ricordarlo.

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