Il nostro dovere come Pereira

Il giorno 23 marzo, in occasione della Giornata tabucchiana, i nostri compagni delle classi terze hanno fatto una presentazione del romanzo “Sostiene Pereira”, ambientato nel 1938 in Portogallo sotto la dittatura di Salazar. Pereira è un giornalista che si occupa della pagina culturale del Lisboa,un quotidiano del pomeriggio della città.  E’ un uomo mite, apparentemente senza idee politiche, dedito solo alla letteratura e ossessionato dal ricordo della moglie defunta. É obeso, soffre di cuore, beve in continuazione limonate e mangia omelettes. Vive come in una stato di torpore, dal quale lo risveglia l’incontro con il giovane Monteiro. E’ grazie a lui che Pereira troverà il coraggio  di compiere il suo dovere e diventare un eroe silenzioso denunciando gli assassini del giovane Monteiro. La lezione che possiamo trarre da Pereira è proprio questa: trovare il coraggio delle proprie azioni, essere dei piccoli eroi silenziosi che cercano, per quanto con fatica, di compiere il proprio dovere. Ma oggi che significa per noi fare il proprio dovere?  Può significare, ad esempio, rispettare l’ambiente, pensare che il nostro Pianeta è qualcosa di molto prezioso da amare e proteggere. Si può cominciare con azioni semplici quali raccogliere delle carte per terra, non gettare la plastica in modo indiscriminato e con una serie infinita di piccole ma grandi azioni che fanno la differenza, perché se aspettiamo che siano gli altri a cambiare e ognuno di noi, non compie, individualmente, il proprio dovere, tutto andrà a rotoli e le nostre azioni finiranno con il distruggere il pianeta e il futuro dei nostri figli.

Marco Fumagalli

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