Il giro dell’Europa in due lezioni!

Nelle scorse lezioni abbiamo lavorato sui viaggi di Tabucchi, viaggi da lui realmente compiuti o effettuati con la fantasia, attraverso i  personaggi usciti dalla sua penna e da lui inviati ai quattro angoli dell’Europa.

Ma come siamo riusciti a compiere questo gigantesco tour europeo in meno di 4 ore di laboratorio? Grazie ad un semplice quadernino, con la copertina nera, come quelli da lui utilizzati quando era uno scolaro e poi, da adulto, per scrivere i suoi racconti e romanzi, una breve antologia che raccoglie piccoli frammenti di testi sull’Europa che sono riusciti a darci la percezione della dimensione europea del nostro scrittore. Abbiamo così viaggiato con lui, non fisicamente, ma con la mente, perché leggere è un po’ come viaggiare e aprire la mente verso confini lontani.

Così, ogni volta che ognuno di noi leggeva un testo nel quale veniva descritto un luogo, abbiamo tracciato su una cartina muta dell’Europa un simbolo che in qualche maniera richiamasse quel luogo, in modo da abbracciare, con un colpo d’occhio, l’itinerario europeo di Tabucchi. Sono stati pensati e realizzati molti simboli, ad esempio la clessidra la cui sabbia scorre al contrario inserita a Creta, luogo di ambientazione di un racconto dal titolo “Controtempo”, oppure alcune spighe di lavanda per indicare la Provenza poiché quelle stesse piante ne caratterizzano il paesaggio e lo rendono unico e un lago  per contrassegnare la Svizzera, davanti al quale un personaggio tabucchiano si emoziona contemplandone le acque.

Insomma abbiamo compiuto una sorta di viaggio virtuale sempre attenti, come dice il prof. Della Croce, a “controbilanciare il sublime”, ovvero a riportare ad una dimensione concreta anche i pensieri e le emozioni più profonde, ad esempio attraverso la descrizione di una ricetta di un piatto tipico di quel luogo.

Grazie a questo viaggio è stato per noi più semplice comprendere il Tabucchi europeo che ha sentito l’Europa come un grande paese, caratterizzato sì da usi e costumi diversi, ma anche profondamente unito e del quale si è sentito parte integrante.

Alice Cariulo

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