A Vecchiano con occhi diversi …

Il 26 marzo noi studenti del laboratorio su Tabucchi siamo andati alla ricerca dei luoghi dove Antonio trascorse la sua vita. Abbiamo cominciato dalla sua casa natale, affacciata sulla Piazza Garibaldi. Devo ammettere che prima d’ora non le avevamo mai dedicato particolari attenzioni, non ci sembrava molto importante, ma, ascoltando le parole della nostra guida, abbiamo fatto come una sorta di salto indietro nel tempo. Ci siamo immaginati un Tabucchi bambino, seduto sul suo terrazzino, a leggere un libro e i Vecchianesi lì sotto a guardarlo. Abbiamo scoperto che, fin da piccolo, Antonio aveva una sconfinata passione per la lettura, tanto che sua madre, Riesa, conosciuta da tutti in paese perché di mestiere faceva la levatrice, tutte le mattine andava al negozio di giornali a prendere dei libri per il figlio e, con la scusa di non riuscire a decidere quale comprare per il figlio, gliene portava diversi, dicendo: “Faccio vedere il libro a mio figlio, poi in caso, se non gli piace, lo riporto”; nel frattempo Antonio li leggeva e poi la madre, il giorno successivo, li riconsegnava, adducendo come scusa che non gli erano piaciuti. In questo, con la complicità della madre, modo il giovane Tabucchi riuscì a leggere molti libri.

Dopo la tappa davanti alla casa natale, siamo andati al Teatro Olimpia dove abbiamo scoperto che venivano organizzate feste, balli e proiezioni cinematografiche alle quali Antonio non mancava mai, nonostante apparisse sempre un po’ estraniato dal gruppo dei ragazzi.

Successivamente siamo entrati nel Palazzo comunale che si trova proprio accanto alla casa di Tabucchi e abbiamo appreso che il Comune l’ha acquistata alcuni anni fa con il proposito di valorizzarla.

Infine ci siamo recati alla Biblioteca, che è a lui intitolata, e abbiamo notato che qui si trova una buona parte dei libri che lui ha donato quando era ancora in vita.

Da questa gita abbiamo imparato che tutte le volte che passiamo dalla Piazza Garibaldi dobbiamo alzare lo sguardo e cercare di osservare le cose che ci circondano con altri occhi, più attenti e curiosi.

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