Un’insolita lezione

Il 26 marzo il nostro gruppo di “tabucchiani” ha svolto una lezione un po’ particolare. Infatti, a differenza delle altre volte, non è stata svolta a scuola. Siamo andati, a piedi, dalla nostra scuola, fino al centro del paese, in Piazza Garibaldi, sì, proprio quella del famoso libro Piazza d’Italia. Qui ci attendeva una guida, la signora Monica Matteucci, che ci ha parlato del nostro scrittore e ci ha mostrato molte cose. La prima è stata la casa dove viveva, da bambino, Antonio Tabucchi. Be’, non pensavo che fosse proprio quella, perché, a guardarla dall’esterno, è un po’ malandata e mi sono stupita a pensare che quella fosse proprio la casa di uno scrittore conosciuto in tutto il mondo… La sensazione è stata strana.

Poi, dopo aver percorso i pochi metri di distanza che ci sono, siamo entrati nel teatro Olimpia, accanto alla piazza. In questo teatro c’ero già entrata più volte perché, cinque anni fa, mio fratello, che era alle medie, ci faceva gli spettacoli teatrali. Qui la guida ci ha spiegato tante altre cose e in più abbiamo letto dei brani di un articolo di giornale che riportava un’intervista a Maria José de Lancastre, moglie di Antonio Tabucchi. Una volta usciti dal teatro abbiamo attraversato la strada (com’è piccolo il mondo!) e siamo entrati nel Comune per vedere “Un Calendario. Campane del mio villaggio” un libro che contiene delle prose di Tabucchi sui mesi dell’anno, accompagnate dagli acquerelli di Davide Benati. Prose ed acquarelli originali di questo calendario della memoria sono appesi alle pareti del primo piano del nostro Palazzo comunale. Ci siamo fatti le foto sotto il nostro mese di nascita e poi siamo andati alla Biblioteca “Antonio Tabucchi”, dalla parte opposta della Piazza Garibaldi. Qui la guida ci ha mostrato tutti i libri donati da Tabucchi alla nostra biblioteca che formano una sezione denominata “Fondo Tabucchi” e alcune dediche fatte da altri scrittori per lui su questi libri. Wow!

Con questa lezione ho imparato molte cose e credo sia davvero più istruttiva una lezione all’aperto che dentro la scuola!

Questo articolo ha 3 commenti.

  1. Sara, del tuo testo mi ha colpito all’inizio la parola “tabucchiani” riferita ai partecipanti del laboratorio “In viaggio con Tabucchi”. I “tabucchiani sono gli amici di Antonio e i lettori appassionati dei suoi libri. E “tabucchiano” è l’universo che con lui possiamo esplorare. Tutto comincia da quel “luogo dell’affettività”, come l’ha chiamato Monica Matteucci, quella casa “un po’ malandata”, come scrivi tu. In basso il “Bar Sport”, che gestiva suo padre, sopra l’abitazione. Da questa casa nel cuore di Vecchiano Antonio Tabucchi ha cominciato a guardare il mondo.

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