Il teatro Olimpia di Vecchiano, la magia di un luogo

Martedì 26 marzo, noi ragazzi del laboratorio su Antonio Tabucchi, abbiamo iniziato la prima tappa del nostro “Tabucchi Tour”. Da dove poteva iniziare questo itinerario se non da Vecchiano, terra d’origine del nostro scrittore? Così, partendo dalla nostra scuola, ci siamo incamminati verso il centro del paese e abbiamo avuto l’occasione di scoprire un volto diverso della nostra Vecchiano, ascoltando storie, aneddoti, curiosità che non credevo il nostro paesino potesse nascondere.

Il nostro “piccolo viaggio” è stato suddiviso in quattro tappe, con una guida molto brava, la signora Monica Matteucci, che ci ha accompagnato, con i suoi racconti, indietro nel tempo, a ripercorrere l’infanzia, l’adolescenza e la giovinezza del nostro Tabucchi.

Le nostre quattro tappe sono state le seguenti: Piazza Garibaldi, il Cinema Teatro Olimpia, la Biblioteca “Antonio Tabucchi” e il Palazzo Comunale, tutti luoghi molto cari allo scrittore.

Ciò che più mi ha colpita è stata la storia relativa al Cinema Teatro Olimpia. Dovete sapere, cari tabucchiani, che in paesi come il nostro, un tempo, per festeggiare insieme gli eventi che caratterizzano i momenti importanti di un intero anno, c’era un unico locale, e questo era proprio il nostro teatro. Era strutturato in maniera differente rispetto a oggi; ad esempio, le sedie erano mobili, non fisse come adesso e di conseguenza si potevano togliere per organizzare feste e balli, inoltre era dotato di uno schermo per le proiezioni cinematografiche, quindi era un punto di aggregazione molto amato dai giovani.

Tabucchi, dai racconti di chi lo ha conosciuto in gioventù, aveva l’aria di essere un ragazzo timido e introverso, partecipava alle feste organizzate in casa di qualcuno, ma spesso rimaneva in disparte ed era incaricato di cambiare i dischi mentre gli altri ballavano. Nonostante non socializzasse molto, era un acuto osservatore e, se qualcuno riusciva a vincere la sua timidezza e ad entrare in sintonia con le sue passioni, Antonio iniziava a parlare in modo intelligente, spaziando i suoi discorsi da un tema a un altro anche per un tempo lunghissimo, risultando spesso, con grande sorpresa di tutti, simpatico, scherzoso e determinato.

Fu proprio in questo teatro che, da ragazzo, cominciò a maturare le passioni e i desideri che lo avrebbero portato a fondare le basi del suo futuro. Antonio considerava questo teatro un luogo quasi magico, dove poter fare numerosi incontri e imparare qualcosa dagli altri, perché non si smette mai di imparare, c’ è sempre qualcosa di diverso e di nuovo che ci può sorprendere e questo ci dice molto sulla sua curiosità e apertura verso il mondo.

Da quello che ho potuto ascoltare in questo pomeriggio tabucchiano ho ricavato un insegnamento: Tabucchi, con la sua vita e la sua carriera, ci spinge a credere nei nostri desideri e progetti che, con la volontà e la determinazione, possono davvero realizzarsi, e che non è mai troppo tardi per inseguire i nostri sogni.


Questo articolo ha un commento

  1. Aurora, anche a me nella visita ha colpito il cinema teatro Olimpia, il luogo in cui il giovane Antonio Tabucchi si ritrovava con gli amici. Hai scritto bene, era un po’ timidino e questo suo lato del carattere non lo conoscevo. Lì Antonio ragazzo vide “La dolce vita”, il film che lo spinse, prima dell’Università, ad andare in Francia. Un ragazzo di provincia, a quell’epoca, ebbe l’opportunità di trascorrere un anno a Parigi. Davanti ai suoi occhi si aprì un mondo nuovo. Antonio Tabucchi ha sempre chiesto alle Amministrazioni Comunali di impegnarsi a riaprire il teatro, perché è un luogo importante per la comunità vecchianese e non solo.

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