Tabucchi: scrittore internazionale dal cuore vecchianese

Caro Antonio Tabucchi,

da un paio di settimane partecipo ad un laboratorio pomeridiano nato con lo scopo di far conoscere la tua vita e le tue famose opere a noi studenti. È organizzato dalla scuola secondaria di Vecchiano, il tuo caro amato bel paese, dove, nonostante i tuoi viaggi all’estero, riuscivi sempre a tornare. Prima ti conoscevo solo di fama, sai, perché per il nostro paese, è sempre stato motivo di orgoglio poter dire che tu eri uno dei nostri abitanti. Non conoscevo neppure i titoli dei tuoi libri e invece adesso, attraverso questo percorso, posso dire che, oltre ad apprezzare il tuo modo di scrivere e le tue opere, ho scoperto di avere delle passioni in comune con te.

Come te adoro viaggiare alla scoperta di nuovi luoghi, amo leggere e scrivere, come te mi piace molto mangiare e, come te, sono cresciuta a Vecchiano, un luogo ancora tranquillo dove poter girare allegramente. Sai quante volte sono passata davanti alla tua casa senza saperlo! Adesso, invece, quando ne ho l’occasione, mi soffermo davanti a quella vecchia struttura posta in Via Magagna n. 25 e rimango lì a immaginare di vederti seduto alla scrivania a scrivere, cosa che sapevi fare benissimo, sui tuoi quaderni neri. Oppure, quando passo dalla piazza del paese, luogo dove giocavo spesso da piccola, mi viene in mente che nel tuo primo libro Piazza d’Italia l’hai descritta perfettamente e sorrido pensando: “È la piazza dello scrittore internazionale che chissà quante volte sarà passato da qua”. Determinato, inquieto, scherzoso, forse anche un po’ nostalgico, è così che ti definiscono le persone che hanno avuto il piacere di conoscerti e io ho potuto constatarlo. Adesso, attraverso questo bellissimo percorso, se dovessi descriverti usando poche parole direi: “Antonio Tabucchi, viaggiatore e scrittore internazionale dal cuore vecchianese”.

Linda Fruzzetti

trippando

La signora Trippando

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Sei stata brava 😘❤❤❤❤❤

  2. Cara Linda, molte grazie per la tua lettera molto bella e per la definizione che dai di Antonio Tabucchi. Forse è il caso di aggiornare il gioco proposto la prima volta al laboratorio: attaccare dei post-it con le vostre frasi sulla fotografia di Tabucchi. Il risultato sarebbe una foto manifesto del “modo plurale” con cui ha vissuto Tabucchi: “vivere in modo plurale / com’è plurale l’universo” (il virgolettato sono parole sue tratte da un libro, non ancora citato durante i nostri incontri, intitolato “I dialoghi mancati”).

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