I cibi tabucchiani

Tabucchi frequentava certe persone che erano un po’ fantasmi. In “Requiem”, suo celebre romanzo scritto in portoghese, che racconta una sorta di allucinazione, succede anche di poter stare seduti a tavola con dei fantasmi! il cibo riveste spesso una grande importanza nei romanzi e racconti di Tabucchi nei quali l’atto di stare seduti insieme a mangiare assume il valore di una condivisione. Così mangiare con personaggi-fantasmi ha il sapore di un sovvertimento totale del tempo dove tutto si mescola, passato e presente, in una sorta di immobilità. Sfogliando Requiem, ambientato in una Lisbona deserta e calda di fine luglio, abbiamo trovato un elenco dei piatti che vengono preparati e gustati in questo libro:

  • feijoada, una minestra di fagioli con carni diverse, salsicce e verdure
  • sarabulho à moda do douro:carne accompagnata con polenta, riso o patatine,
  • migas, acorda e sorgolheta: pane lavorato fine a formare una farinata che serve per accompagnare il pesce e la carne.
  • agorda: pane aromatizzato con aglio che serve per accompagnare carne e pesce,
  • sumol di ananas: una bibita gassata aromatizzata con diversi frutti, spesso ananas o arancia,
  • arroz de tamboril: riso cucinato con rana, pomodoro e aglio,
  • ensopado de borreguinho à moda de borba: stufato di agnello con aceto e si serve sopra fettine di pane.

Il cibo si trova dunque in diversi momenti di Requiem, per esempio quando il protagonista è a pranzo con Tadeus e Casimiro e mangia il sarabulho, oppure nell’ episodio in cui va a comprare una bottiglia di Laurent-Perrier.

Testo a cura di: Ilian Ceccarelli e Andrea Talini 🎈📓

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