Lettera ad Antonio Tabucchi

Caro Antonio, a te piaceva scrivere lettere, forse anche riceverle. Per questo te ne scriviamo una.

Sappiamo che eri un bambino inquieto al quale piaceva sognare, ma non i propri sogni, bensì quegli altrui. Strano, vero? Eri anche un po’ “fumino” ma scherzoso e determinato, birichino, tenero e fantasioso. Siamo rimaste molto colpite dalla tua nascita, a dir poco avventurosa, dato che sei nato a Pisa, sotto i bombardamenti americani. Nella nostra cartella abbiamo trovato un tuo splendido libro, Viaggi e altri viaggi, che ci ha permesso di viaggiare con la mente, proprio come facevi tu da bambino sulle pagine del tuo Atlante geografico e leggendo libri di avventura. Vuoi sapere qual è la frase che più ci ha colpito? La trascriviamo:

“Un luogo non è mai solo quel luogo: quel luogo siamo un po’ anche noi, in qualche modo, senza saperlo, ce lo portavamo dentro e un giorno, per caso, ci siamo arrivati”.

Riflettendo sulle tue passioni, abbiamo scoperto di averne almeno due in comune con te: i sogni e i viaggi. Infatti, caro Antonio, tutte e quattro sogniamo e viaggiamo tantissimo.

Cari saluti Antonio da Francesca Cantini e le tre Aurore (Biegi, Orsi, Giordani) del gruppo


Aurora Giordani, Aurora Biegi, Aurora Orsi e Francesca Cantini

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