Sogno di Antonio Tabucchi, scrittore, viaggiatore, professore e tante altre cose

La notte del ventiquattro marzo duemiladodici, la notte prima della sua morte, lo scrittore, viaggiatore e professore universitario Antonio Tabucchi fece un sogno.

Sognò di stare nel suo letto con la gamba dolente, come da bambino. Ovviamente stava leggendo il suo libro preferito, “L’isola de tesoro”. Teneva il libro molto vicino al viso e strizzava gli occhi per quella miopia progressiva che gli faceva vedere tutto rimpicciolito, ma anche perché, tenendo le pagine molto vicine, aveva la sensazione di essere dentro la storia.

Ad un tratto avvertì i suoi sensi intorpidirsi, forse si era leggermente assopito, chiuse gli occhi, si sentì come trasportato dalle pagine del libro e si ritrovò su una nave dei pirati. L’imbarcazione veleggiava leggera sulle onde increspate e lui sentiva sul viso gli schizzi sollevati dalla prua della nave e l’odore forte del salmastro.

In lontananza si intravedeva un’altra nave che si avvicinava sempre di più alla sua, con le grosse vele spiegate. Dopo una manciata di secondi le due navi erano affiancate.

Il cuore cominciò a battergli all’impazzata e le gambe gli tremavano perché sentiva, ad un tratto, il pericolo imminente. All’improvviso venne giù il delirio, lo scontro navale fu violento, il capitano della ciurma dei pirati ordinò di appiccare il fuoco.

Purtroppo, la sua nave affondò e lui fu l’unico superstite. Si era salvato grazie a un’asta di legno che lo teneva a galla e alla sua determinazione e al suo coraggio.

Navigò per giorni in mare, quando si ritrovò su un’isola. Ad un tratto si svegliò, si accorse che era un’isola speciale: gli alberi erano pieni di libri e sull’isola circolavano dei personaggi che sembravano proprio usciti da quei libri.

Egli capì che il suo non era un sogno vero, era la sua mente che, leggendo, riusciva a viaggiare anche in luoghi inesistenti. E gli venne voglia di scrivere un racconto. Così Antonio Tabucchi passò la sua ultima notte e scrisse il suo ultimo racconto.

Questo articolo ha 2 commenti.

  1. Complimenti! È scritto molto bene, leggendo si ha la sensazione di vedere l’autore nelle sue ultime ore di vita.

  2. Joshi,
    hai scritto un bel sogno, pieno di immaginazione e molto reale. Molto bella anche la fotografia: mezza faccia reale e mezza sognante. Bravo!

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