Antonio Tabucchi: lo scrittore dai tanti caratteri

C’era una volta un ragazzo che, fino da piccolo, era molto inquieto.Chissà, forse perchè era nato sotto i bombardamenti e con l’ansia delle ostetriche e dei genitori.Il 24 settembre 1943 infatti, Tina Pardella, detta Riesa, dette alla luce colui che diventò poi Antonio Tabucchi, lo scrittore dai tanti caratteri.

Quando era bambino, dopo aver letto “I ragazzi della via Paal”, formò una banda di cui voleva essere il capo, voleva essere un despota

Era un tipo “fumino”, così descritto dai suoi amici; crescendo il suo carattere non cambiò.

Verso i dodici anni, a causa di un dolore a un ginocchio, fu costretto a rimanere a letto, e lesse, lesse…. Beh, ho capito che gli piaceva leggere.

Appassionato di  libri, frequentò il Liceo Classico e, poi, la Facoltà di Lettere all’Università di Pisa.

Nei suoi libri si ritrovano frequentemente collegamenti al tempo, al cibo e alle bevande, ma il “tempo” è la cosa che più mi ha colpito. Lui lo paragona all’aria dentro a un palloncino. Nel suo libro “Il tempo invecchia in fretta” racconta la storia di un bambino che, tornando dalla fiera della domenica, ha un palloncino legato al polso. Cammina e cammina, senza accorgersi che il palloncino ha un buco e che si sta lentamente sgonfiando, fino a che cade a terra. L’aria al suo interno rappresenta per Tabucchi il tempo che, senza accorgersene, invecchia in fretta.

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