Antonio Tabucchi: un ragazzo che amava i libri

C’era una volta un ragazzo che amava molto i libri: per lui i libri non erano solo una copertina con all’interno un mucchietto pieno di fogli scritti, ma un mondo, un secondo pianeta in cui rifugiarsi in cerca di emozioni e avventure, alle quali partecipava accompagnato dai personaggi del racconto.

Quando leggeva un racconto, era così preso dalla trama e trascinato dalla fantasia di ragazzo inquieto e curioso, che sembrava non prestare attenzione a quello che gli accadeva intorno.

Il suo amore per i libri non si fermò davanti a nessun ostacolo, neanche quando la famiglia del nostro viaggiatore si accorse che quest’ultimo, essendo miope, aveva un forte bisogno di un paio d’occhiali. La sua passione per i libri crebbe ancora, quando, all’età di dodici anni, il piccolo ”mangialibri” fu costretto a letto, a causa di un dolore a una gamba, per un lungo, ”interminabile” periodo; non potendo viaggiare materialmente, iniziò così a viaggiare con la mente, fantasticando sulle avventure del suo libro preferito: L’isola del tesoro, le cui parole lo facevano cavalcare le onde del mare su una vecchia nave a vela, scontrandosi con i pirati nemici.

Non c’è da stupirsi se fu proprio un libro, Bureau de Tabac di Fernando Pessoa, ad indirizzare l’amore di quel ragazzo inquieto verso i libri dell’autore portoghese. Quel libro segnò la sua carriera di scrittore e lo avviò sulla strada per il Portogallo, dove incontrò la sua futura moglie, Maria José de Lancastre.

Da questo testo avrete forse dedotto che la storia e l’originalità di questa persona può appartenere solo ad un unico uomo; e questo uomo è proprio Antonio Tabucchi.

Testo a cura di Aurora Cammillini e Gaia Samuel

Questo articolo ha 3 commenti.

  1. Siete state brave❤
    È bellissimo ľ articolo BRAVE

  2. Brave ragazze, l’articolo è molto bello

  3. Aurora e Gaia, grazie per questo testo che parla della passione per la lettura di Antonio Tabucchi fin da quando era ragazzo.
    Credo che vi possa interessare questo aneddoto. Siccome la famiglia non aveva molte possibilità economiche, la mamma di Antonio aveva pensato, con la complicità del figlio, di ricorrere a questo trucco. Andava all’edicola e chiedeva se poteva prendere un paio libri da far vedere a suo figlio, diceva: Prendo questi, chiedo ad Antonino se vanno bene, se mai te li riporto domani. Antonio ne leggeva uno di notte e il giorno dopo sua madre lo restituiva e comprava l’altro.
    Mi piace la vostra definizione di Tabucchi “mangialilbri”, sarebbe bello anche un vostro disegno di Antonino che si mangia i libri.

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